Le rose da bacche

Alcune varietà di queste magnifiche piante a fine fioritura producono i cinnorodi, ovvero i falsi frutti. Di diverse forme e sfumature di colore, ecco un altro bellissimo dono di questa stagione

Terminata la fioritura, alcune rose si preparano per offrire nuovi fiori, altre invece si concentrano, in anticipo sulle prime, nella produzione dei cinorrodi o cinorrodonti, comunemente chiamati bacche.

Si tratta dei falsi frutti che si formano da un ricettacolo carnoso che contiene i veri frutti, detti acheni, ciascuno formato da un solo seme. Per garantirne la produzione, è necessario non rimuovere i fiori appassiti dalle piante, coltivarle in pieno sole e continuare ad innaffiarle anche quando è terminata la fioritura. 

Queste bacche rappresentano un’importante attrattiva nel giardino di autunno e inverno, periodo avaro di fioriture in cui ogni nota di colore è benvenuta. E inoltre offrono cibo e protezione a molti animali selvatici. Oltre che in giardino, le bacche si possono anche utilizzare per creare decorazioni per la casa dall’aspetto molto naturale: in questo caso, vanno raccolte quando hanno raggiunto la massima intensità del loro colore e sono ancora di consistenza dura.

Quali varietà

A seconda della varietà della rosa che le produce, le bacche si differenziano per la forma, che può essere sferica, ovale o a fiaschetta, per il colore, che varia dall’arancio al nerastro passando per tutte le sfumature del rosso, e per la dimensione, più o meno grande.

Tra le varietà di rose da bacca più interessanti spiccano Rosa ‘Ballerina’, per le sue piccole e numerosissime sfere di colore rosso, e Rosa filipes ‘Kiftsgate’, che regala una miriade di minuscole bacche tondeggianti scarlatto-arancione. La forma a fiaschetta caratterizza le bacche della Rosa moyesii, mentre di colore scuro e quasi nerastro sono invece quelle della Rosa pimpinellifolia. Se volete cinorrodi ben evidenti, coltivate Rosa rugosa oppure Rosa roxburghii, che li produce grandi fino a 4 cm, globosi e giallo-verdi: molto originali, sono ricoperti di aculei pungenti e somigliano ai ricci della castagna.

Menzione d’onore spetta alle bacche della Rosa canina, di forma ovoidale e di colore che vira dall’arancio al rosso scuro: conosciute ed utilizzate anche per le loro proprietà erboristiche e medicamentose, rappresentano una preziosa fonte di vitamina C per combattere i malanni tipici della stagione fredda (100 g di cinorrodi contengono la stessa quantità di vitamina C di 1 kg di limoni). Per trasformarli in deliziose conserve dovrete aspettare la piena maturazione e raccoglierli dopo le prime gelate, quando il freddo avrà reso morbida la polpa. Oppure potrete farli essiccare e conservarli per farne infusi e tisane.

Miele di bacche di rosa canina

Per apprezzare il gusto dei cinorrodi della rosa, raccoglieteli quando sono maturi e asportatene il picciolo; quindi premete leggermente con le dita per fare uscire la loro polpa rosso-arancio. Insieme a un po’ di buon miele sono l’antidoto naturale ai più comuni malanni invernali.

 

INGREDIENTI

•Bacche mature di Rosa canina
•Miele di acacia

 

PREPARAZIONE

Ricavate la polpa delle bacche di Rosa canina pestando e setacciando attraverso un fitto passino i frutti ben maturi raccolti dopo le gelate invernali. Mescolate questa sorta di marmellata a crudo con uguale quantità di un buon miele di acacia. Versate in un barattolo di vetro con coperchio: si può conservare in frigo per diverso tempo e consumarne due o più cucchiaini al giorno per rinforzare le naturali difese dell’organismo.