I frutti di Natale

Vischio, pigne, bacche, melagrane: sono i classici simboli delle festività, con cui addobbare le nostre case. Ma si può anche tentare una coltivazione fai da te

Vischio, agrifoglio, melagrane, bacche di rosa canina o di nandina (un cespuglio invernale con grappoli di bacche rosso lacca): tutti simboli di buon augurio che regalano una cornice raffinata alle cene natalizie. Qualche esempio? Si può mettere al centro della tavola una grande coppa di vetro piena di melagrane e bacche di rosa: regalerà un’aria più natalizia a piatti e calici. Come segnaposto, semplici pigne personalizzate (vedi box). O ancora, è originale l’idea di appuntare sulla tovaglia bianca tanti morbidi rametti di nandina domestica, mentre l’agrifoglio farà bella mostra di sé in festose bordure intorno alle finestre. Ma il posto d’onore sulla porta o sulla cappa del camino spetta al vischio: a Capodanno basterà un bacio sotto i suoi frutti lucenti per avere fortuna tutto l’anno.

La felice simbiosi del vischio
Il vischio viene definito dai botanici semiparassita, in quanto la sua vita è legata alla simbiosi con altre piante, dove il vischio fa germogliare i suoi semi. Si tratta di una felice convivenza: d’inverno il vischio fornisce alla pianta che lo ospita una parte dei prodotti assimilati attraverso la fotosintesi clorofilliana, mentre negli altri mesi i ruoli si invertono. In natura, la nascita di questa pianta benaugurante è propiziata dall’aiuto di alcuni uccelli, che se ne nutrono e poi, come pony express, propagano la semenza su altre cortecce.
Ma è possibile anche una coltivazione domestica. Ecco come fare.
Si parte dal seme prelevato da una bacca matura asportata all’incirca nel mese di marzo da un cespo cresciuto naturalmente su una pianta di bosco. Si schiaccia per estrarre i semi, che sono avvolti da un materiale appiccicoso. Si procede poi inserendo il seme sulla corteccia della pianta prescelta come supporto vivo (dipende da cosa avete in giardino, un albero da frutto va benissimo, per esempio): si appoggia nella biforcazione di un ramo o anche in un punto liscio e si protegge con una rete a maglie fitte, perché il seme non scivoli e possa essere preservato dall’inevitabile attacco degli uccelli di passaggio. Il seme impiega circa 1-2 anni per formare una sorta di false radici chiamate austori, estroflessioni munite di piccole ventose indispensabili per attaccarsi al ramo e penetrare nelle fibre della pianta ospite. In seguito nasce un vero e proprio rametto, mentre in inverno cadono le foglie: pur essendo un sempreverde, infatti, il vischio le cambia ogni due anni.
Importante: coltivate il vischio in zone molto luminose e non fate mancare l’acqua alla pianta che lo ospita, per favorire lo sviluppo del cespo. Può crescere su circa 40 differenti specie di alberi, tra cui alcune conifere (abete e pino), alberi da frutto come meli e peri (ma attenzione, mal sopporta dosi massicce di antiparassitari), pioppo, acero, sorbo, biancospino, tiglio, acacia, carpino, robinia, quercia e roverella.

Segnaposto con pigne e muschio

La natura generosa offre un dono prezioso per realizzare interessanti composizioni natalizie: le pigne. Per gli amici o gli ospiti che saranno seduti alla vostra tavola in dicembre, potete preparare dei piccoli segnaposto che profumano di bosco.

Che cosa serve per 1 segnaposto:
• Piccolo vasetto di terracotta
• Pigna
• Fil di ferro da fiorista
• Colla a caldo
• Carta straccia
• Vernice acrilica color panna

- Intingete il pennello quasi asciutto in un po’ di vernice color panna e spennellate il vasetto di terracotta senza dimenticare i bordi interni.
- Prendete un pezzettino di fil di ferro da fiorista e avvolgete la punta della pigna, torcete le due estremità e lasciatene liberi almeno tre centimetri che avvolgerete sulla matita per formare una sorta di occhiello nel quale potrete inserire il cartoncino con il nome del vostro ospite o con un augurio.
- Appallottolate un po’ di carta straccia e inseritela nel vasetto, così da formare un sostegno per la pigna.
- Con la colla a caldo fissate la pigna sulla carta e, aiutandovi con uno stuzzicadenti o altro attrezzo appuntito, inserite un po’ di muschio negli spazi tra la pigna e il vasetto.
- Completate ritagliando il cartoncino da personalizzare magari con inchiostro e pennino, per riscoprire il piacere della calligrafia.