Gin, il re dei long drink

29/02/2024

Il Gin è un distillato di grano e segale nel quale sono messe a macerare erbe, piante, bacche, spezie e radici (dette botaniche), in un mix e in quantità variabili. Il nome Gin viene dalle bacche di ginepro, ingrediente obbligatorio per legge che caratterizza in modo particolare questo spirit.


I magnifici quattro
L’Unione Europea identifica ufficialmente quattro tipologie di Gin: il Gin classico, il Gin Distillato, il London Dry Gin e gli spirits aromatizzati al ginepro. Il Gin Classico si ottiene aggiungendo le botaniche direttamente allo spirito neutro con almeno il 96% di alcol; il risultato finale è un distillato con una gradazione alcolica superiore al 37,5%. Il Gin Distillato viene realizzato invece attraverso una seconda distillazione dopo l’aggiunta delle botaniche, mantenendo una concentrazione alcolica superiore ai 37,5 %, ma prima di finire in bottiglia si può diluire con acqua o spirito rettificato.
Nonostante il nome, il London Gin può essere prodotto ovunque, è come un Gin distillato ma non prevede l’aggiunta di aromi: la sua preparazione risponde a un regolamento molto rigido secondo il quale le botaniche devono macerare nell'alcol di base per non più di 24 ore, per poi procedere a una nuova distillazione in alambicchi tradizionali. Per poter essere definito dry si devono aggiungere appena 0,1 g/l di dolcificante.
Gli spirits aromatizzati, infine, sono tutti i Gin prodotti aggiungendo bacche di Ginepro, o simili, e imbottigliati con una gradazione alcolica del 30%.

Caratteristiche
Il sapore del ginepro deve essere dominante in ogni bottiglia di Gin che si rispetti. La seconda botanica più importante sono i semi di coriandolo, responsabili dei sentori più speziati, a volte floreali e piccanti. Seguono poi le radici di angelica, grazie alle quali il Gin acquista in secchezza e note legnose; l’iris germanica, che dona al distillato note di viola e di foglie; la scorza di agrumi che, però, non si trova in tutti i Gin. I distillatori, poi, possono aggiungere altre botaniche, come il cetriolo, il basilico, il lampone e qualsiasi altro ingrediente volto a dare la peculiarità al prodotto.

Abbinamenti consigliati

Si va dai piatti di cacciagione e pesce affumicato, come anatra e salmone, al più comune arancino con carne fino agli aperitivi a base di salumi, formaggi e panature varie.

MIXOLOGY
Il Gin è perfetto anche liscio, come aperitivo, ma è certamente nella mixology che si esprime al meglio come base di moltissimi long drink: fra i più diffusi spiccano il Negroni, il celebre Vesper Martini sorseggiato da James Bond e il popolarissimo Gin&Tonic.

Per trovare l’antenato del Gin bisogna andare a Salerno, dove i primi a sperimentare la distillazione di alcol base insieme al Ginepro furono i monaci della Scuola Medica Salernitana, con lo scopo di beneficiare delle sue proprietà antinfiammatorie. La formula originaria del Gin fu poi modificata verso la metà del Seicento da Francisco Della Boe, un medico dei Paesi Bassi, nel tentativo di trovare un rimedio per curare i soldati olandesi che si ammalavano di febbre nelle Indie orientali. Da qui il Gin si diffuse sempre più in Inghilterra, dove diventò la più popolare bevanda alcolica del Paese, usato addirittura come parte del salario degli operai.
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